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“Apertura sale espositive del Planetario”

mer 20 mag

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Planetario

Il Planetario svela i suoi tesori: le sale del primo piano aprono regolarmente al pubblico

“Apertura sale espositive del Planetario”
“Apertura sale espositive del Planetario”

Orario & Sede

20 mag 2026, 21:00

Planetario, vicolo Baciadonne, 1, 40017 San Giovanni in Persiceto BO, Italia

Info sull'evento

Quello che fino a ieri era un privilegio riservato alle scolaresche o ai partecipanti degli eventi speciali organizzati dal Gruppo Astrofili Persicetani, da oggi diventa un appuntamento fisso per tutti gli appassionati.

Il Gruppo Astrofili è orgoglioso di annunciare l’apertura regolare delle sale espositive al primo piano, rendendo finalmente accessibile con continuità un patrimonio scientifico di valore inestimabile.


Una delle collezioni di meteoriti più importanti d’Europa

Il cuore pulsante dell’esposizione è la nostra straordinaria raccolta di “sassi spaziali”, riconosciuta come una delle pi

ù grandi e complete collezioni di meteoriti in Europa. Non più visibili soltanto in rare occasioni, queste sale custodiscono centinaia di esemplari che raccontano la nascita del Sistema Solare.

Tra i frammenti esposti nelle teche, i visitatori potranno ammirare campioni di massa molto diversa: da piccoli frammenti fino all’imponente esemplare da 80 kg, un gigante di ferro e nichel che testimonia la forza degli impatti cosmici.

Lo spunto scientifico: Perché le meteoriti sono così importanti? Sono “capsule del tempo”. Mentre le rocce terrestri vengono continuamente riciclate dalla tettonica a placche e dall’erosione, le meteoriti rimangono immutate per miliardi di anni. Studiarle significa analizzare la composizione chimica primordiale della nebulosa da cui siamo nati.


Impattiti: quando la Terra incontra il cosmo

Le impattiti sono rocce terrestri radicalmente trasformate dall’arrivo di un corpo celeste. I meteoriti entrano nell’atmosfera a velocità comprese tra 11,2 e 72,8 km/s (circa 40.000–262.000 km/h) e raggiungono il suolo ancora a circa 3 km/s (oltre 10.000 km/h). L’energia sprigionata nell’impatto fonde e in alcuni casi vetrifica il materiale al suolo, che viene poi “schizzato” fuori dal cratere risultante, solidificandosi in forme del tutto nuove.

Un esempio straordinario è il Vetro del deserto libico, detto anche silica glass: un vetro naturale formatosi circa 26 milioni di anni fa, probabilmente per fusione della sabbia silicea del Sahara in seguito a un impatto o all’esplosione aerea di un meteorite. La collezione che curiamo conta una nutrita varietà di campioni di questa rarità geologica.


Dalla Siberia a noi: I reperti di Tunguska

Le sale ospitano anche una sezione di rarità assoluta: i reperti originali di Tunguska. Si tratta di campioni raccolti nel luogo dell’evento del 1908, quando un corpo celeste esplose sopra la taiga siberiana, lasciando tracce ancora oggi studiate dagli scienziati di tutto il mondo.

Il mattino del 30 giugno 1908, un oggetto di alcune decine di metri di diametro entrò nell’atmosfera terrestre ad una velocità stimata tra i 15 e i 30 km/s. Prima ancora di toccare il suolo, la pressione e il calore generati dalla compressione dell’aria davanti al corpo provocarono un’esplosione aerea a circa 5–10 km di quota, con una potenza stimata tra 10 e 15 megatoni — mille volte superiore a quella della bomba atomica di Hiroshima. L’onda d’urto abbatté oltre 2.000 km² di foresta, adagiando a terra circa 80 milioni di alberi come steli di grano.

In esposizione si può ammirare un ricco assortimento di sezioni di alberi abbattuti dall’impatto, oltre a campioni di minerali raccolti in loco nel corso di varie spedizioni scientifiche.


La potenza della Terra: Folgoriti, Minerali e Fossili

Il percorso espositivo non guarda solo al cielo, ma anche ai fenomeni più affascinanti del nostro pianeta. Tra questi spiccano le folgoriti, chiamate “fulmini pietrificati”: sottili tubi di vetro che si formano quando un fulmine scarica la sua energia su suoli sabbiosi, raggiungendo temperature di oltre 1800°C e fondendo la silice in un istante.

A completare il quadro, una ricca selezione di minerali e fossili documenta l’evoluzione geologica e biologica della Terra nel corso di milioni di anni, offrendo un contrappunto tutto terrestre alle rocce giunte dallo spazio.


Appuntamento ogni terzo mercoledì del mese

Per permettere a tutti di godere di questo tesoro, il Planetario stabilisce un nuovo calendario di apertura. Le sale al primo piano non saranno più un luogo “chiuso”, ma un salotto della scienza aperto ai cittadini.

  • Quando: Ogni terzo mercoledì del mese.

  • Eccezioni: Le sale rimarranno chiuse nel mese di agosto.

Vi aspettiamo per trasformare un mercoledì qualunque in un viaggio ai confini dell’Universo. Accesso gratuito.


La prenotazione è consigliata ma non obbligatoria: i posti disponibili saranno assegnati fino ad esaurimento.


Per prenotare clicca qui

Per ulteriori informazioni: 051-827067 / info@gapers.it / https://www.gapers.it




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